sabato, 26 marzo 2005
Post vincente per l'eroe mai cantato sezione on line
http://astrognave.splinder.com

il sole batteva pesante, sull'asta del microfono al centro di quel palco
improvvisato.
listelli di legno sorretti da uno scheletro d'acciaio. gli operai ci si erano
ammazzati dall'alba, per tirarlo su.
in piedi, ben dritti e con le mani intrecciate dietro la schiena, stavano
cinque uomini. non si riusciva a contarle, le rughe che avevano sulle facce
scure. tutti con gli stessi baffi, e le sopracciglie canute a ombreggiare
su occhi lucidi di polmoniti malcurate e intossicazioni da polveri.
l'assessore parlava, dietro lenti scure. occhiali alla moda, come il suo
vestito. montatura pesante, massiccia. il ventre tondo premeva sui bottoni
della camicia. li presentò uno ad uno, quei cinque, e ad ogni nome giunse
l'applauso della folla radunata alla piazza del paese. dietro di loro, la
maiella se ne stava come una vecchia signora sul proprio seggiolo di vimini.
eroi di guerra. soldati partigiani. i nostri nonni, gli eroi della liberazione.
quello era il giorno della medaglia all'onore.
ciccillo li osservava, mischiato nella folla. gli stessi occhi lucidi e la
pelle scurita dal sole delle campagne. come quelli che stavano sopra al palco.
sul palco raccontarono le loro storie, poi il più basso e tarchiato dei cinque
presentò il suo libro. un vecchio diario, scritto negli anni della resistenza.
lesse alcuni passaggi, e tra le donne strette negli scialli scuri s'alzò
un brusio di rimembranza. alcune di loro, quelle storie, le avevano vissute
davvero.
i nipoti strillavano e si rincorrevano ai bordi dell'adunanza, le madri gli
correvano dietro cercando di fermarli. un neonato pianse nella culla.
ciccillo restava immobile, a guardare i suoi compagni...

si ritrovarono tutti giovani, in mezzo alle rovine di una masseria. nascosti
dietro le balle di fieno, sotto ai fischi dei proiettili. per la paura, tonino
s'era pisciato nelle braghe. non riusciva a tenere il fucile, tanto gli tremavano
le mani.
i tedeschi li avevano sorpresi durante una ronda, costretti a ritirarsi in
una fuga di chilometri di rovi e sterpi, e campi mai più arati dall'inizio
della guerra nei quali gli stivali logori, senza lacci, affondavano inesorabilmente.
la masseria parve loro una salvezza. e, assieme, fu per loro la rovina.
ci mise poco il nemico, una manciata di attimi, ad accerchiarli. le scariche
di mitraglia arrivavano da tutte le parti. non c'era un posto sicuro dove
infilarci la testa e sparire, svenire, dormire. tutto, purchè questo finisca!
dio ti prego, salvami!
tonino era il comandante del gruppo. tonino che s'era pisciato addosso, tonino
che gli tremavano le mani. e gli altri, ragazzini che oltre alle loro zappe,
prima della guerra, non avevano conosciuto altro, tremavano con lui. la guerra
non era un gioco. gli spari uccidevano sul serio. niente più bastoni per
simulare fucili da caccia, niente più indiani e cowboy o ganster e poliziotti.
qua c'era la guerra, quella vera.
erano in sei...

il primo pomeriggio scorreva nel paese, placido come un vecchio cane che
si passeggia le viuzze laterali dopo il pasto. un giovane tornato dalla città
per seguire l'evento, immortalava le strette di mano con la sua fotocamera
digitale, grossa quanto una carta di credito e di poco più spessa.
ciccillo teneva la coppola in testa, e una giacca a quadri. portava sempre
la canottiera di lana, sotto, che ad una certa età si sente freddo pure a
primavera...

tonino non aveva niente da dire. non strillava ordini, non bestemmiava i
santi. tremava.
una settimana prima, quando avevano torturato un prigioniero però, la lingua
sembrava essere ben sciolta. anche quando ordinava ai ragazzini della sua
squadra di fargli bere l'olio del furgone. ciccillo aveva dovuto puntargli
contro il suo fucile per convincerlo a rinunciare. s'erano presi a botte
e tonino gliele aveva suonate.
alla fine, quel prigioniero era una spia inglese infiltrata nell'esercito
tedesco.
la masseria stava in una specie di conca. il sole scaldava la terra.
sudavano paura da tutte le parti...

è grazie al loro coraggio, al coraggio della brigata maiella, che l'abruzzo
fu liberato dall'oppressione nazista, dice l'assessore. e continua ancora,
che furono loro i primi ad entrare a bologna.
ciccillo era arrivato in quella città con un compagno due giorni prima dell'ingresso
ufficiale dell'esercito, e quando ci fu la marcia stava bevendo vino e giocando
a scopa su un colle vicino, assieme a degli amici che s'era fatto sul posto.
sorrise al pensiero, e gli si stirò una grossa ruga, come una cicatrice,
sulla guancia sinistra.

se fossero rimasti ancora un po' in quella masseria, i tedeschi li avrebbero
ammazzati tutti.
ciccillo non voleva morire. aveva una mamma e una sorella a cui badare, al
paese. c'era gente che aveva bisogno di lui, lontano da quelle campagne.
ma qualcuno doveva sacrificarsi, perchè ci fosse almeno una possibilità di
uscirne vivi, da quella situazione.
strisciò perciò fino a tonino, gli prese il fucile e lo sollevo dalla pozza
di sudore che s'era fatta a terra.
- te n'ha da jì, tu e l'etre!
doveva andarsene, lui e gli altri. indicava l'uscita sul retro e i cespugli
che coprivano la discesa fino al fiume.
poi fece una cosa impossibile. si alzò dal riparo e corse fuori, il fucile
imbracciato, le braccia nodose tese mentre le mani stringevano il ferro freddo
dell'arma. sparò colpi, gridò, sputò a terra e ancora sparò colpi. si fermò,
in pedi, ben dritto, con il ghigno strafottente che avrebbe caratterizzato
i maschi della sua famiglia, per le due generazioni seguenti.
i tedeschi non ci capirono niente. travolti dalla sortita di un singolo uomo,
girarono sui tacchi e fuggirono via. ciccillo poteva sentire molte paia di
stivali spezzare rami secchi sotto le suole, nella boscaglia. anche quelli
erano giovani, pensò, e anche quelli avevano paura di morire.
tonino, intanto, se l'era già data a gambe verso il fiume, seguito dagli
altri quattro...

quello che presentava il suo libro, sul palco, fu colto da una specie di
emozione. gli si ingrossò la voce, e gli vennero agli occhi dei lacrimoni.
dopo essere stato vagheggiato, sognato ,osteggiato,
eccolo, ha confessato:
-Sono io, l'eroe mai cantato-
ma era una bugia...
ci fu l'applauso della folla.
ciccillo scosse la testa, sorrise e tirò via il suo corpo alto e magro dalla
piazza. con una scrollata di spalle, infilò un vicolo all'ombra. un bambino
lo notò e fece per corrergli dietro, ma la madre riuscì appena in tempo ad
afferrarlo per la collottola.
non era quello il suo posto, si disse ciccillo.
c'era un figlio e una nuora e un nipote a cui preparare un pranzo a base
di pesce.
lui era un bravo cuoco, dai tempi della guerra.

Postato da darlondigno 22 marzo 2005

Post vincente l'eroe mai cantato sezione blog edizione 2004-2005
http://coconutisland.splinder.com


"Eccolo, sì eccolo.
alle ore 15 del 22 di marzo dell'anno di nostro Signore 2005
dopo essere stato vagheggiato, sognato ,osteggiato,
eccolo, ha confessato:
-Sono io, l'eroe mai cantato-

Dipende da ciò che s'intende per eroe, dipende dal punto di vista di chi
è normale e per nulla eroico credo. Però dev'essere bello svegliarsi la mattina
con la precisa coscienza di essere un eroe.
-Buongiorno, dormito bene? -Epicamente. Sono o non sono un eroe, come vuoi
che dorma? Stupendamente miticamente, divinamente.
Ecco sarebbe più o meno così. Senza chiedersi cosa si è fatto o non fatto
per ritrovarsi in quel ruolo. La cosa scocciante sarebbero le responsabilità.
Ogni eroe ha una missione e spesso non è una passeggiata. Ecco, l'ideale
sarebbe essere investiti della sacra carica eroica senza dover far nulla,
ma proprio nulla. Oppure si dovrebbero organizzare dei corsi: ore 9.00 aula
E corso di eroismo applicato alla quotidianità. Forse c'è qualcosa di eroico
anche nel quotidiano alla fine. Effettivamente fare la spesa il sabato mattina
potrebbe essere definito eroico oppure fare la coda per i biglietti del concerto
della tua band preferita oppure sopportare gli orari di lezione della facoltà
di lettere(che ha già attivato il corso in ubiquità) e ancora sopravvivere
ai continui litigi di migliori amiche leggermente paranoiche. Forse però
da un eroe ci si aspetta qualcosina di più...che so...tipo salvare il mondo
da un razzo programmato per far esplodere il pianeta una volta che sarà decollato
portando con se una coppia di animali per ogni specie? Si, come Skycaptain(per
citare l'ultimo dei supereroi cinematografici; devo smetterla di scegliere
i film a caso). Oppure smascherare una trama di un losco figuro che tenta
di ottenere il potere per assoggettare il genere umano?
-Ciao caro com'è andata oggi? -Solite cose, ho salvato un paesino da una
valanga, ho trasportato in salvo una quindicina di balene che si erano arenate
e ho evitato uno scontro fra treni. Il solito, che c'è per cena? Molto sul
genere "Gli incredibili".
Un giorno però durante una lezione d'italiano la mia prof ha fatto una citazione
di un illustre tale di cui ora non ricordo il nome "Beato il popolo che non
ha bisogno di eroi" . Trascurando il fatto che il contesto era quello di
un corso sull'eroe/antieroe (che non si sarebbe tenuto se le persone non
si fossero da sempre create i loro eroi) devo ammettere che forse l'illustre
tizio non aveva tutti i torti. Se non ci fossero gli eroi saremmo tutti eroi;
epici nel nostro vivere di tutti i giorni, mitici nella nostra routine quotidiana.
E' poi forse così lontano dal reale? Ed ecco che entra in scena l'autocompiacimento
del comune cittadino che si ritrova sul palco delle divinità olimipche. "Veghino
signori venghino alla presentazione del nuovo eroe!"
-Grazie, grazie, non dovevate, grazie sono commosso, grazie. Questo riconoscimento
mi onora, grazie.
(Applausi)- Mi permetta una domanda: cosa fa durante la sua eccezionale giornata?
-Bè...mi alzo, mi vesto e prendo un caffè di corsa, prendo l'autobus fino
all'ufficio,lavoro dalle otto alle dodici. Pausa pranzo. Torno in ufficio
alle due e ci resto fino alle diciotto. Spesa. Cena. Due ore per bearmi del
mio tempo libero che spreco regolarmente davanti alla tv o al computer.
(Applausi)
Forse è così, forse la sopravvivenza di tutti i giorni è già tanto, forse
è eroico. Insomma, quale Ercole o Spiderman che dir si voglia sopravviverebbe
al traffico delle ore di punta dopo otto ore di ufficio? Questo forse potrebbe
essere l'eroe mai cantato, ma non sarà così. L'eroe mai cantato sarà colui
che con la fantasia costruirà imprese al di là di ogni immaginazione, superando
in inventiva tutte le avventure già scritte. Basterà aspettare.

postato da: staffpremioeroe alle ore 11:24 | Permalink | commenti
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martedì, 22 marzo 2005


La vincitrice della sfida A è :
 http://coconutisland.splinder.com

Primi tre classificati della sfida B:

1) http://astrognave.splinder.com

2) http://underbreath.splinder.com

3) http://kimota.diludovico.it

il tutto rigorosamente in ordine di vitalità

Grazie a tutti !!!!

postato da: staffpremioeroe alle ore 18:14 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 22 marzo 2005

il sole batteva pesante, sull'asta del microfono al centro di quel palco improvvisato.
listelli di legno sorretti da uno scheletro d'acciaio. gli operai ci si erano ammazzati dall'alba, per tirarlo su.
in piedi, ben dritti e con le mani intrecciate dietro la schiena, stavano cinque uomini. non si riusciva a contarle, le rughe che avevano sulle facce scure. tutti con gli stessi baffi, e le sopracciglie canute a ombreggiare su occhi lucidi di polmoniti malcurate e intossicazioni da polveri.
l'assessore parlava, dietro lenti scure. occhiali alla moda, come il suo vestito. montatura pesante, massiccia. il ventre tondo premeva sui bottoni della camicia. li presentò uno ad uno, quei cinque, e ad ogni nome giunse l'applauso della folla radunata alla piazza del paese. dietro di loro, la maiella se ne stava come una vecchia signora sul proprio seggiolo di vimini.
eroi di guerra. soldati partigiani. i nostri nonni, gli eroi della liberazione. quello era il giorno della medaglia all'onore.
ciccillo li osservava, mischiato nella folla. gli stessi occhi lucidi e la pelle scurita dal sole delle campagne. come quelli che stavano sopra al palco.
sul palco raccontarono le loro storie, poi il più basso e tarchiato dei cinque presentò il suo libro. un vecchio diario, scritto negli anni della resistenza.
lesse alcuni passaggi, e tra le donne strette negli scialli scuri s'alzò un brusio di rimembranza. alcune di loro, quelle storie, le avevano vissute davvero.
i nipoti strillavano e si rincorrevano ai bordi dell'adunanza, le madri gli correvano dietro cercando di fermarli. un neonato pianse nella culla.
ciccillo restava immobile, a guardare i suoi compagni...

si ritrovarono tutti giovani, in mezzo alle rovine di una masseria. nascosti dietro le balle di fieno, sotto ai fischi dei proiettili. per la paura, tonino s'era pisciato nelle braghe. non riusciva a tenere il fucile, tanto gli tremavano le mani.
i tedeschi li avevano sorpresi durante una ronda, costretti a ritirarsi in una fuga di chilometri di rovi e sterpi, e campi mai più arati dall'inizio della guerra nei quali gli stivali logori, senza lacci, affondavano inesorabilmente. la masseria parve loro una salvezza. e, assieme, fu per loro la rovina.
ci mise poco il nemico, una manciata di attimi, ad accerchiarli. le scariche di mitraglia arrivavano da tutte le parti. non c'era un posto sicuro dove infilarci la testa e sparire, svenire, dormire. tutto, purchè questo finisca! dio ti prego, salvami!
tonino era il comandante del gruppo. tonino che s'era pisciato addosso, tonino che gli tremavano le mani. e gli altri, ragazzini che oltre alle loro zappe, prima della guerra, non avevano conosciuto altro, tremavano con lui. la guerra non era un gioco. gli spari uccidevano sul serio. niente più bastoni per simulare fucili da caccia, niente più indiani e cowboy o ganster e poliziotti. qua c'era la guerra, quella vera.
erano in sei...

il primo pomeriggio scorreva nel paese, placido come un vecchio cane che si passeggia le viuzze laterali dopo il pasto. un giovane tornato dalla città per seguire l'evento, immortalava le strette di mano con la sua fotocamera digitale, grossa quanto una carta di credito e di poco più spessa.
ciccillo teneva la coppola in testa, e una giacca a quadri. portava sempre la canottiera di lana, sotto, che ad una certa età si sente freddo pure a primavera...

tonino non aveva niente da dire. non strillava ordini, non bestemmiava i santi. tremava.
una settimana prima, quando avevano torturato un prigioniero però, la lingua sembrava essere ben sciolta. anche quando ordinava ai ragazzini della sua squadra di fargli bere l'olio del furgone. ciccillo aveva dovuto puntargli contro il suo fucile per convincerlo a rinunciare. s'erano presi a botte e tonino gliele aveva suonate.
alla fine, quel prigioniero era una spia inglese infiltrata nell'esercito tedesco.
la masseria stava in una specie di conca. il sole scaldava la terra.
sudavano paura da tutte le parti...

è grazie al loro coraggio, al coraggio della brigata maiella, che l'abruzzo fu liberato dall'oppressione nazista, dice l'assessore. e continua ancora, che furono loro i primi ad entrare a bologna.
ciccillo era arrivato in quella città con un compagno due giorni prima dell'ingresso ufficiale dell'esercito, e quando ci fu la marcia stava bevendo vino e giocando a scopa su un colle vicino, assieme a degli amici che s'era fatto sul posto. sorrise al pensiero, e gli si stirò una grossa ruga, come una cicatrice, sulla guancia sinistra.

se fossero rimasti ancora un po' in quella masseria, i tedeschi li avrebbero ammazzati tutti.
ciccillo non voleva morire. aveva una mamma e una sorella a cui badare, al paese. c'era gente che aveva bisogno di lui, lontano da quelle campagne.
ma qualcuno doveva sacrificarsi, perchè ci fosse almeno una possibilità di uscirne vivi, da quella situazione.
strisciò perciò fino a tonino, gli prese il fucile e lo sollevo dalla pozza di sudore che s'era fatta a terra.
- te n'ha da jì, tu e l'etre!
doveva andarsene, lui e gli altri. indicava l'uscita sul retro e i cespugli che coprivano la discesa fino al fiume.
poi fece una cosa impossibile. si alzò dal riparo e corse fuori, il fucile imbracciato, le braccia nodose tese mentre le mani stringevano il ferro freddo dell'arma. sparò colpi, gridò, sputò a terra e ancora sparò colpi. si fermò, in pedi, ben dritto, con il ghigno strafottente che avrebbe caratterizzato i maschi della sua famiglia, per le due generazioni seguenti.
i tedeschi non ci capirono niente. travolti dalla sortita di un singolo uomo, girarono sui tacchi e fuggirono via. ciccillo poteva sentire molte paia di stivali spezzare rami secchi sotto le suole, nella boscaglia. anche quelli erano giovani, pensò, e anche quelli avevano paura di morire.
tonino, intanto, se l'era già data a gambe verso il fiume, seguito dagli altri quattro...

quello che presentava il suo libro, sul palco, fu colto da una specie di emozione. gli si ingrossò la voce, e gli vennero agli occhi dei lacrimoni.

dopo essere stato vagheggiato, sognato ,osteggiato,

eccolo, ha confessato:

-Sono io, l'eroe mai cantato-

ma era una bugia...

ci fu l'applauso della folla.
ciccillo scosse la testa, sorrise e tirò via il suo corpo alto e magro dalla piazza. con una scrollata di spalle, infilò un vicolo all'ombra. un bambino lo notò e fece per corrergli dietro, ma la madre riuscì appena in tempo ad afferrarlo per la collottola.
non era quello il suo posto, si disse ciccillo.
c'era un figlio e una nuora e un nipote a cui preparare un pranzo a base di pesce.
lui era un bravo cuoco, dai tempi della guerra.

postato da: staffpremioeroe alle ore 17:32 | Permalink | commenti
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martedì, 22 marzo 2005
"Eccolo, sì eccolo.
alle ore 15 del 22 di marzo dell'anno di nostro Signore 2005
dopo essere stato vagheggiato, sognato ,osteggiato,
eccolo, ha confessato:
-Sono io, l'eroe mai cantato-
discorso alla nazione:
Popolo italiano,
cittadini,
miei sostenitori,
fratelli,
eccomi qua.grazie.in fondo un po' lo sapevo di essere io il vincitore.dedico questa vittori ai personaggi del mio blog,alla mia nonna(era lei che mi diceva "te se tzelvadik!"sei selvatico) e a tutti quelli che mi conoscono.Un po' un discorso da calciatore.quindi ringrazio anche il mister,
i miei compagni.io penso solo di avere fatto bene.O forse no perche' e' proprio di questo di cui vi voglio parlare:del BENE
e' questa l' occasione per venire a conoscenza di cio' che da sempre penso.
A proposito di ognuno di noi,del nostro futuro,del futuro dei nostri figli.
Di cio' che Io e miei collaboratori stiamo attuando e concretizzando nella vostra vita privata,attraverso la nostra manovra:
Stiamo cercando di RINCOGLIONIRVI.ebbene si.noi stessi siamo dei completi imbecilli.forse vi sarete accorti o forse no.
Ma sta di fatto che le statistiche provano il nostro successo.
Nelle vostre televisioni,nei vostri computer,nei vostri cellurari,nei vostri oggetti di tutti i giorni come vibratori e ghigliottine,
e' da tempo stato inserito il virus tzelvadik.senza che voi l' abbiate mai saputo.
Presto vi accorgerete di non potere piu' fare a meno di noi e della nostra demenza.
Presto saremo tutti dementi e ci bastera' sentire al telegiornale la notizia del secondo matrimonio di carlo d inghilterra per sentirci informati.
Il segreto del nostro successo?
Semplice:la nostra propaganda -e i messaggi subliminali durante il tg4 nei quali fotogrammi appaio io stesso mentre sodomizzo il premier,mostrandomi quindi piu' potente di lui-hanno fatto della nostra azienda un marchio vincente,disorientando il vostro pensiero e stile di vita dal vostro buonsenso.
Ricordate i nostri slogan?

Il tuo capo non e' in ufficio?
Metti in pausa per un attimo la partite a solitario
Fai un giro su TZELVADIK!
SCOPRIRAI UN ALTRO MODO PER TIRARE SERA!
----------------
14 MARZO Festa degli Amanti
Speciali offerte!!!
Di alla tua ragazza che devi fare un viaggio di lavoro.
Passa un Week end da sogno con la tua amante
In uno dei nostri accoglienti Motel in tutta Italia
"14 MARZO:LA FESTA DEGLI INNAMORATI SEGRETI"
Ps:se prenoti subito e dimostri di essere padre di famiglia,
Riceverai in regalo un simpatico gadget!!!
-----------------
Blog di scittura Tzelvadik.iscrivetevi alla newsletter per gli aggiornamenti.
Non settimanale,non mensile.
Nemmeno bisettimanale,piuttosto dozzinale.
Ma piu' che altro,aggiornato quando cazzo mi pare.
--------------------------
Quindi stete attenti alle informazioni che ricevete,perche' qualcuno potrebbe manovrarle.
Anche se un mio amico dopo aver visto un documentario sull' antico egitto disse:
- ma lo sai che l'inventore dell'egittologia quando l'ha scoperta era cosi' eccitato che ha
fatto 400 metri di corsa per dirlo a suo fratello, pero' poi e' morto.
Perche 'come sappiamo,ognuno capisce quello che vuole capire,anche se le cose te le spiegano come sono.
Blog di scritture tzelvadk.i segreti di una vittoria

tzelvadik


postato da: staffpremioeroe alle ore 15:17 | Permalink | commenti
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martedì, 22 marzo 2005

-“Eccolo! Sì, eccolo!” urlarono i topetti bianchi in livrea, poco prima d’essere lanciati fuori dalla finestra da un colpo di mazza da golf.
-“Alle ore quindici di quel ventidue marzo dell’anno di Nostro Signore duemilacinque, dopo essere stato vagheggiato, sognato, osteggiato, eccolo, il Gatto Mormone ha confessato!” proclamò allora un maggiordomo dalla fisionomia ovina.

-“Sono io, l’eroe mai cantato!” disse l’abnorme felino obeso, uscendo trionfalmente dalla sua stanza ed entrando nel salottino privato.
-“Ma come? –dissi io- Già da lustri e millenni e secoli la stirpe delle Bimbe Caramella innalza ai cieli l’ode alla tua pelliccia folta e alle tue vibrisse divine!”
Il Gatto Mormone aggrottò allora la fronte, si diede un’aggiustatina al panciotto e prese posto accanto a me, su una poltroncina foderata in raso ed aromatizzata alla violetta.
Dopo che si fu accomodato, ci osservammo per un attimo restando nel più assoluto silenzio, mentre lui tamburellava la scarpa destra contro una gamba del tavolino posto al centro della stanza.
Continuai a fissarlo anche dopo che la sua attenzione fu dirottata dall’arrivo falsamente inaspettato di un altro felino di dimensioni più ridotte, ma ugualmente abile nell’imitazione della camminata umana. 
-“Finalmente ci onori della tua presenza, collega” sibilò dunque il Gatto Mormone, facendo un cenno con il capo nella direzione del nuovo venuto. 
La creatura pelosa si sfilò il cappello e con non poco sarcasmo si stampò un sorriso arcuato sul muso. 
-“Margherita… Fetido Eretico… salute a voi!” –disse - “Ma che ne è dei servitori?” 
-“Credo si trovino nel parco. Ho incaricato La Vache di farne palline da golf” rispose il Mormone. 
-“Ma questo è inaudito! Chi si sacrificherà per il mio stomaco nelle prossime due ore?” si domandò allora la creatura.  

 I due felini erano spesso soliti inscenare tali rappresentazioni utili solo al cotonamento del loro colossale ego nei momenti di pausa. Come nobilotti malati di gotta progettavano tutto con settimane d’anticipo e, dopo aver sperperato milioni in effetti speciali ordinati a Parigi e a Mosca, si scioglievano in una crassa e fetida risata. 
Ed io, ogni qual volta tale delirio veniva inscenato, casualmente dovevo trovarmi in zona, abbigliata con l’abito della domenica.

-“Margherita.. perché non illustri a Behemoth ciò che il Grande Consiglio dei Roditori ha appena deliberato?” mi chiese dolcemente il Mormone. 
-“Dicono che ha vinto il concorso di Eroe mai Cantato” dissi allora io, schiavando immediatamente un colpo alle costole. 
-“Ma no, Margherita! Cosa dici? Non era una lotteria!” sussurrò con rabbia l’animale di Salt Lake City.
Questa scenetta, che s’avvicinava non poco al pestaggio in potenza, fu rappresentata ben sette volte, ognuna delle quali conteneva una nuova variazione, tanto che per poco non raccattai i miei averi per andarmene, sconvolta ed indignata dal ruolo futile che mi era continuamente affidato.

I due felini continuavano a prendermi per i fondelli e a gongolare come orche fuor d’acqua, ignari dei pensieri che ormai da mesi si susseguivano nella mia mente di personaggio.
Ero schiava di un ruolo incastonato nella letteratura del Novecento russo.
Ogni volta che il mio libro veniva aperto io ero lì, nella Mosca del soprannaturale, visitata da Lucifero e teatro di decapitazioni presso le rotaie del filobus.
L’amante del Maestro, la regina della festa del Solstizio di Primavera. 
Ma nelle ore di pace? Non mi era concesso alcuno svago, se non quello di tenere compagnia a Behemoth, trasformato in gatto dallo stesso Satana, e al suo obeso fratello di nome Mormone, che Michail, il nostro creatore, decise di non inserire nel romanzo.
Era un felino frustrato.
Mangiava per consolarsi. 
E noi avevamo l’ordine di chiamarlo “l’eroe mai cantato” per evitare che si suicidasse.
Queste rappresentazioni di follia domestica non erano che una minima parte di ciò che eravamo costretti a subire, anche se spesso mi balenava nella mente il sospetto che Behemoth si divertisse a torturarmi.  

 

 

 

 

 

 

Margherita F

postato da: staffpremioeroe alle ore 15:04 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 22 marzo 2005

ECCOLO, SI' ECCOLO. ALLE ORE 15 DEL 22 DI MARZO DELL'ANNO DI NOSTRO SIGNORE 2005 DOPO ESSERE STATO VAGHEGGIATO, SOGNATO, OSTEGGIATO, ECCOLO, HA CONFESSATO:- SONO IO L'EROE MAI CANTATO.

Povero Sig. Eccolo. Costretto a confessare di essere l'UNICO eroe mai cantato. Appena entrato ha ricevuto un foglio dov'era scritto: SCALDARE LA VOCE E DIRE "Sono io l'eroe mai cantato". I suoi amici da dietro le quinte lo incoraggiano.  <Eccoloooo...psss... mi raccomando...dai il meglio di te, non fare come quella volta che hai parlato per mezz'ora senza accendere il microfono...>. Ma Eccolo alle feste vip nessuno lo invita. Non ha avuto nemmeno una love story con una modella. In tribuna al derby non c'è mai potuto andare.

 E così oggi ha preso il microfono ed è venuto a scocciare ME alle audizioni.

Echecivuoifarebell'emamma, ti dice sfiga. Sì, lo so che in effetti per te qualche particina adatta ci sarebbe...però un po' è colpa tua, eh! Se fossi più magro, più alto, più biondo, con l'orecchino, se non portassi 37 di scarpe, se non avessi quell'aria da studiosetto che sa tutto di Leopardi...forse allora qualche speranza...Guarda anche volendo, un filmetto di serie B...al limite potresti fare quello che porta la cassa di spumante al mafioso. Beh, mò pure il primo piano vuoi! Non esagerare che qua c'è la fila. 

Fai un po' vedere gli addominali? Uhm.

Mettiti sulle punte dei piedi e saltella per mezz'ora senza sudare. Uhm.

Ce l'hai pronto lo stacchetto in cui canti "I-I-I love you"? Ma cooome noooo! Uff ma chi me l'ha mandato questooooo!

Senti, questa è l'ultima possibilità che ti dò, se però non lo sai fare...non serve nemmeno che ti indichi l'uscita, vero? La conosci già.

Fai la faccia "sonotantomuscoloso - mapureintelligente - conunacaricaeroticacheiltuoexselasogna".

(...)

 Ma nooooooo! Quella era l'espressione per dire:

"sonotantomuscoloso - mapureintelligente - concaricaerotica - eiltuoexmelosognolanotteepureunpo'digiorno"!

Viaaaaaa, vai viaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!

E il Sig. Eccolo esce di scena, un po' stravolto...agita le mani e si mette a urlare: " Lo dicevo io che la conferenza "Listeria monocytogenes, prospettive nel processo di caseificazione" si teneva al quinto piano! Idiotiiiiiiiiiiii!!!!!!!

postato da: staffpremioeroe alle ore 15:01 | Permalink | commenti
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martedì, 22 marzo 2005

Eroe! Eroe! Si fa presto a dire eroe. Una volta un eroe era quello senza macchia e senza paura. Poi dopo i cavalieri erranti è venuta la retorica.

“Beato il popolo che non ha bisogno di eroi” disse Brecht.

 

Ma chi è l’eroe dei nostri tempi? Probabilmente se vi raccontassi la mia giornata fino ad ora, vi chiarirei chi sia l’eroe usa e getta dei nostri giorni.

 

(Non è l’ultimo vincitore di Amici di Maria De Filippi, vorrei rassicurarvi.)

 

Perché???

 

Chiaramente l’eroe è quello della sopravvivenza urbana.

 

Vivere nell’hinterland di una città alzarsi ogni mattina e sapere che la prima cosa che ci tocca è incastrarsi nelle coda di omini che si recano al lavoro; subire uomini che si mettono le dita nel naso e donne che invece di scattare reattive al verde del semaforo finiscono di mettersi il mascara con cura. E guai a suonare! Ti urlano: “Coglione non vedi che mi sto truccando?”.

Allora ci si arrovella su un ‘alternativa e alla fine ci si decide a sottoscrivere un favoloso abbonamento mensile ai mezzi pubblici (la bicicletta, noi a Torino, la aboliamo per principio personale in quanto mezzo comodo ma a rischio falciatura immediata).  

Perché, tu giovane studente o lavoratore non sottoscrivi un abbonamento? In fondo cosa te ne fai di 40 euro più o meno al mese?

 

E allora ogni mattina attendere lo sciagurato mezzo che alla prima goccia di pioggia ha una scusa per portare un ritardo oggettivamente di appena 20 minuti.

 

- Scusate signori abbiamo saltato una corsa...

- Scusate e io devo partire quante decine di ore prima per arrivare in orario?

 

Ma la cosa, quella più bella, che si può rintracciare in certi vecchi tram di Torino è un odore caratteristico e unico di muffa, fogna e animale morto che ti riempie i polmoni di belle speranze per la giornata. Ti si attacca alle cavità delle narici come la cozza bivalva al suo scoglio.

Te lo porti dietro per ore, ti segue come un’ombra.

 

Poi si scende e tra un tram e l’altro si può sempre scoprire che il caffé ha subito l’inflazione inarrestabile  e ormai è  gentilmente offerto a soli 0,85 cent.

 

Cosa fare?

Tornare a dormire o affrontare la giornata di un eroe urbano?

La nostra arma è la pazienza,  si prosegue l’avventura.

 

postato da: staffpremioeroe alle ore 15:00 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 22 marzo 2005

Dipende da ciò che s'intende per eroe, dipende dal punto di vista di  chi è normale e per nulla eroico credo. Però dev'essere bello svegliarsi la mattina con la precisa coscienza di essere un eroe.

-Buongiorno, dormito bene?  -Epicamente. Sono o non sono un eroe, come vuoi che dorma? Stupendamente miticamente, divinamente.

Ecco sarebbe più o meno così. Senza chiedersi cosa si è fatto o non fatto per ritrovarsi in quel ruolo. La cosa scocciante sarebbero le responsabilità. Ogni eroe ha una missione e spesso non è una passeggiata. Ecco, l'ideale sarebbe essere investiti della sacra carica eroica senza dover far nulla, ma proprio nulla. Oppure si dovrebbero organizzare dei corsi: ore 9.00 aula E corso di eroismo applicato alla quotidianità. Forse c'è qualcosa di eroico anche nel quotidiano alla fine. Effettivamente fare la spesa il sabato mattina potrebbe essere definito eroico oppure fare la coda per i biglietti del concerto della tua band preferita oppure sopportare gli  orari di  lezione della facoltà di lettere(che ha già attivato il corso in ubiquità) e ancora sopravvivere ai continui litigi di migliori amiche leggermente paranoiche.  Forse però da un eroe ci si aspetta qualcosina di più...che so...tipo salvare il mondo da un razzo programmato per far esplodere il pianeta una volta che sarà decollato portando con se una coppia di animali per ogni specie? Si, come Skycaptain(per citare l'ultimo dei supereroi cinematografici; devo smetterla di scegliere i film a caso). Oppure smascherare una trama di un losco figuro che tenta di ottenere il potere per assoggettare il genere umano?

-Ciao caro com'è andata oggi?   -Solite cose, ho salvato un paesino da una valanga, ho trasportato in salvo una quindicina di  balene che si erano arenate e ho evitato uno scontro fra treni. Il solito, che c'è per cena?    Molto sul genere "Gli incredibili".

Un giorno però durante una lezione d'italiano la mia prof ha fatto una citazione di un illustre tale di cui ora non ricordo il nome "Beato il popolo che non ha bisogno di eroi" . Trascurando il fatto che il contesto era quello di un corso sull'eroe/antieroe (che non si sarebbe tenuto se le persone non si fossero da sempre create i loro eroi) devo ammettere che forse l'illustre tizio non aveva tutti i torti. Se non ci fossero gli eroi saremmo tutti eroi; epici nel nostro vivere di tutti i giorni, mitici nella nostra routine quotidiana. E' poi forse così lontano dal reale? Ed ecco che entra in scena l'autocompiacimento del comune cittadino che si ritrova sul palco delle divinità olimipche. "Veghino signori venghino alla presentazione del nuovo eroe!"

-Grazie, grazie, non dovevate, grazie sono commosso, grazie. Questo riconoscimento mi onora, grazie.

(Applausi)- Mi permetta una domanda: cosa fa durante la sua eccezionale giornata?

-Bè...mi alzo, mi vesto e prendo un caffè di corsa, prendo l'autobus fino all'ufficio,lavoro dalle otto alle dodici. Pausa pranzo. Torno in ufficio alle due e ci resto fino alle diciotto. Spesa. Cena. Due ore per bearmi del mio tempo libero che spreco regolarmente davanti alla tv o al computer.

(Applausi)

Forse è così, forse la sopravvivenza di tutti i giorni è già tanto, forse è eroico. Insomma, quale Ercole o Spiderman che dir si voglia sopravviverebbe al traffico delle ore di punta dopo otto ore di ufficio? Questo forse potrebbe essere l'eroe mai cantato, ma non sarà così. L'eroe mai cantato sarà colui che con la fantasia costruirà imprese al di là di ogni immaginazione, superando in inventiva tutte le avventure già scritte. Basterà aspettare.

postato da: staffpremioeroe alle ore 14:42 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 22 marzo 2005

finale eroe mai cantato sezione blog

argomento:

"Eccolo, sì eccolo.

alle ore 15 del 22 di marzo dell'anno di nostro Signore 2005

dopo essere stato vagheggiato, sognato ,osteggiato,

eccolo, ha confessato:

-Sono io, l'eroe mai cantato-

 

i finalisti dovranno postare un post inedito con questo argomento sia sul loro blog che  su questo.(password:eroee- username:staffpremioeroe)

 Il tempo scadrà alle ore 16. Il vincitore sarà noto dalle ore 19.30

Grazie a tutti

postato da: staffpremioeroe alle ore 13:51 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 10 febbraio 2005



grazie a tutti!!!!

     domani 22 marzo 2005: finale "eroe mai cantato" sezione blog. la sfida sarà dalle 15 alle 16!

Dei quasi 80 blog iscritti , una prima selezione ha condotto a questa lista di finalisti (sono stati esclusi quelli di cui non siamo riusciti a risalire all’età esatta dell’autore):

http://underbreath.splinder.com

http://kimotadiludovico.it

http://volauvent.splinder.com

http://skeggia.splinder.com

http://intreno.splinder.com

http://kiarablog.splinder.com

http://astrognave.splinder.com

http://ilquadernodellemenzogne.splinder.com

http://villino.splinder.com

http://animafragile.splinder.com

http://burroblu.splinder.com

http://bloggers.it/ispirati

http://maquiladora.splinder.com

http://sameoldthings.splinder.com

http://zamboninis.splinder.com

http://coconutisland.splinder.com

http://thio.splinder.com

http://tzelvadik.splinder.com

http://umichan.clarence.com

http://segaligno.blogspot.com

http://juliet-it.splinder.com

 

Ad oggi, i finalisti che parteciperanno in carne ed ossa , e quindi alla sfida A, sono:

http://kimota.diludovico.it

http://coconutisland.splinder.com

http://zamboninis.splinder.com

http://segaligno.blogspot.com

 

 finalisti della sfida  B  ( a distanza)

 

http://tzelvadik.splinder.com

http://ilquadernodellemenzogne.splinder.com

http://underbreath.splinder.com

http://bloggers.it/ispirati

http://kiarablog.splinder.com

http://intreno.splinder.com

http://astrognave.splinder.com

 

 

 

 

Programma della finale dell’”Eroe mai cantato” sezione blog:

 

Sfida A: tra i finalisti partecipani in carne ed ossa

Sfida B : tra i finalisti “a distanza”

 

 

ore 14:00: incontro della giuria e dei finalisti presso la scuola di anatomia di Pisa, in via Roma, nei pressi di Piazza dei Miracoli. visita della scuola di anatomia.

ore 15.00-16.00:sfida tra i giovani bloggers su argomento rivelato al momento

 

ore16:30-17.45: lezione informale aperta al pubblico ,”Blog, potenzialità e limiti”, tenuta da alcuni membri della giuria, esperti di blog e di web: Sergio Maistrello, Antonio Zoppetti, Antonio Sofi,Adele Marra e William Nessuno

17.45-18.45: la giuria stabilisce i tre finalisti assoluti e il vincitore, che sarà rivelato e premiato la serata finale di tutta

la manifestazione dell’”Eroe mai cantato” , la sera del 24, al Teatro Verdi di Pisa.

 

vincitore: colui il cui blog verrà giudicato il più vitale

premio: Sfida A: partecipazione come pubblicista al Festival Internazionale di cineclub “Don Quijote”

che si svolgerà a Reggio Calabria ne giugno 2005

         -Sfida B:ospitalità di un post particolarmente significativoo di quello vincente sulla pagina Web di Giuseppe Caliceti, scrittore                e          pubblicista, per 3 mesi

 

postato da: staffpremioeroe alle ore 17:56 | Permalink | commenti (63)
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